Calend-Lario: 1 città al mese per scoprire (o riscoprire) il Lario con 7 chicche uniche
Dalla collaborazione con The Larianer e il suo splendido calendario con le mappe del lago di Como nasce Calend-Lario, un appuntamento mensile con 7 consigli per scoprire (o riscoprire) le città del lago di Como raccolte da noi per conoscere sempre meglio il nostro territorio.

Sono Chiara una accompagnatrice turistica abilitata, nata e cresciuta sul Lago di Como. Se è la prima volta che ci incontriamo ti do il benvenuto sul mio sito, se vuoi i leggere qualcosa in più su di me qui puoi trovare qualche informazione in più. Se ti interessa organizzare il tuo viaggio sul lago di Como ti posso aiutare con mappe e consigli di viaggio specifici per le tue necessità, ecco i miei servizi.
The Larianer, all’anagrafe Alessandra, è una artista grafica nata sulle sponde del Lago e trapiantata nel milanesotto. Il suo amore per il lago supera qualsiasi cosa al punto che lo disegna e lo stampa su vari supporti: iniziato tutto con poster e cartoline, ad ora vanta una collezione di cancelleria con il lago in tutte le sue versioni. Dalle ville, alle città passando per i borghi e i giardini il lago di Como viene modernizzato e diventa pezzo di arredamento oppure cancelleria da portare sempre con sé. Se vuoi vedere tutte le creazione targate The Larianer qui c’è il suo shop.

Nel primo appuntamento di Calend-Lario esploriamo Como, la città a sud-ovest del lago più amato dalle star del mondo dello spettacolo, dello sport, della musica e non solo.
La capitale del Lago di Como sembra non avere più segreti da svelare al viaggiatore che la attraversa distratto, ma così non è. Questa città fondata dai romani ancora oggi conserva la scacchiera di strade che caratterizzano il centro storico, ed è proprio passeggiando tra queste vie che in questo articolo scoprirai le 7 chicche che abbiamo selezionato.
1. Il dettaglio che pochi conoscono: La dama della Cortesella
Nella via più bella della città, via Vitani, nello specifico al numero 33 nella finestra cieca di palazzo Sangiuliani si affaccia un affresco di autore ignoto del XVII secolo: la dama della cortesella.
Una giovane donna misteriosa sbircia dalla finestra, il ritratto sembra seguire con lo sguardo l’osservatore.
La dama ha dato anche il nome al quartiere, un tempo frequentato da personaggi dubbi, al punto di meritarsi il titolo di quartiere a luci rosse di Como. La Cortesella era incastonato tra i portici Plinio, Piazza Cavour e via Muralto: un quartiere storico, noto per le sue botteghe e vicino al porto. Aveva grossi problemi di igiene per questo motivo venne nascosto al pubblico, in particolare ai turisti che iniziavano a frequentare Como durante l’800.
Per nascondere il quartiere ai passanti vennero costruiti i portici Plinio e venne approvato un nuovo piano regolatore. Ci furono diversi progetti ad opera degli architetti futuristi, ma nel 1934 intervenne il “piccone risanatore“. Questa espressione si riferisce alla distruzione completa del quartiere a cui sono sopravvissuti solo una via e un pezzo di muro.
Per ricordare quanto accaduto a 65 anni di distanza venne creata un’opera che ad oggi si chiama Filo della memoria e rappresenta gli affreschi che erano presenti nella chiesa e dei richiami agli elementi chiave del quartiere della Cortesella.
Ad oggi di questo quartiere rimane solo il ricordo e le storie che si tramandano.

2. L’esperienza da non perdere: il Chilometro della conoscenza (KM_C)
Questo percorso scenografico si snoda da Villa Olmo a Villa Sucota nascosto nel parco sulla sponda occidentale del primo bacino del lago.
La passeggiata è molto facile, ha pendenze minime e si percorre in una ventina di minuti ed è un’esperienza di slow tourism che unisce natura e cultura tra giardini botanici e ville secolari.
Nei parchi delle ville si organizzano eventi e spesso sono presenti installazioni artistiche.
Villa Sucota è sede di fondazione Ratti, ospita importanti collezioni di arte contemporanea ed è visitabile dal lunedì al venerdì.
3. La specialità da assaporare: la Nuvola di Beretta

La ricetta è più segreta della Coca Cola, quello che è certo sono gli ingredienti di altissima qualità e la tradizione di famiglia. Inventata nel 2000 La nuvola è considerata IL dolce di Como, una questione di orgoglio e appartenenza. Il biglietto da visita della panetteria Beretta, la più importante della provincia.
La panetteria Beretta è in attività dagli anni ’50 ed è proprio il prestinée di Como: il panettiere.
Nei punti vendita si trova la Nuvola ma non solo, panificati di ogni genere inebriano la città coi loro profumi, vengono sfornati quotidianamente. Ci sono diversi punti vendita dislocati in città e tanti altri nella provincia.
Quando si parla della Nuvola è sempre difficile trovare gli aggettivi giusti per descriverla, ci sono dei richiami al pan brioche, al panettone, al plum cake, ma non ha né la consistenza né il sapore di nessuno di questi. La nuvola è unica.
Questo dolce è molto semplice, conquista tutti, io lo consiglio sempre ai clienti dei miei tour come souvenir da portare a casa o nei propri alloggi come colazione, nella sua confezione resiste fino a un mese.
All’interno di questo dolce c’è marmellata di albicocche che non stucca ma anzi arricchisce di gusto, ma c’è anche una versione estiva con marmellata di frutti di bosco.
Chiaramente non è l’unico dolce della città, ricordiamo anche la resta più simile a un pane che a un vero e proprio dolce, ricco di frutta secca, con una storia più antica e lunga che magari racconteremo un’altra volta.
Negli ultimi anni Beretta è sbarcato anche online e se non puoi acquistare la nuvola in negozio la trovi online sul sito ufficiale della panetteria.
4. Il negozio da visitare: Libreria Plinio il Vecchio

La libreria Plinio il vecchio è un negozio nel cuore di via Vitani, al numero 14, è il punto di riferimento per studiosi e amatori di disegno su tessuto, libri d’arte, guide di viaggio e storia locale.
Fondata negli anni ’80 non ha mai perso il suo ruolo centrale nella vita cittadina. Qui spesso vengono organizzate mostre e presentazioni di nuovi titoli.
La struttura della libreria è già una buona ragione per visitare questo negozio, le colonne originali all’interno sono un’opera d’arte che racconta la storia della città.
5. Lo spot fotografico migliore: Life Electric
È l’ultimo monumento arrivato in città, donato dall’artista Daniel Libeskind alla città nel 2015, il Life Electric è arrivato in città tra entusiasmo e polemiche (io per prima non l’ho amato a prima vista) ma è un perfetto omaggio ad Alessandro Volta e alla città.
Rappresenta due sinusoidi (la forma delle onde sonore) contrapposte, si ispira alla tensione elettrica tra i poli di una batteria, il dono di Volta all’umanità. Curva e movimento sono le parole d’ordine di questa opera che a prima vista si fatica a comprendere, ma è la perfetta rappresentazione dell’energia, esattamente come ha dichiarato l’artista all’inaugurazione.
Un dialogo diretto tra arte e scienza.
Luce, vento e acqua trovano connessione in questa opera che riflette il panorama circostante e crea un legame costante tra lago, montagna e luce: tutti elementi caratteristici della città di Como.
6. La passeggiata più bella in città: Passeggiata Lino Gelpi
La passeggiata Lino Gelpi dai giardini a lago fino a Villa Olmo è nata dall’espropriazione dell’accesso diretto al lago delle ville che si trovano sul percorso voluto proprio dal sindaco Gelpi. Questo tratto di strada è sicuramente tra i più affascinanti dell’intero Lario, Alessandra ed io abbiamo convenuto che questa sia la passeggiata più bella della città, in particolare in primavera quando la natura dà sfogo ai suoi colori e tutto il percorso si tinge delle sfumature del rosa.
Queste ville, come tutte quelle sul lago, hanno una storia molto lunga: a partire dai romani il lago di Como è stato meta di villeggiatura, è da questo momento che si iniziano a costruire le ville che tanto si ama visitare oggi.
Lungo la passeggiata Lino Gelpi si incontrano dei capolavori come Villa Gallia, Villa Saporiti, Villa Ravel Parravicini…ambite location per matrimoni ed eventi oppure sedi di uffici pubblici, un patrimonio incredibile sia dal punto di vista artistico che botanico.

7. Bonus: il museo della seta
Il museo della seta è forse il più sottovalutato dei musei lombardi, ma merita davvero una visita, non solo per la sua collezione ma anche per il piccolo shop presente all’interno.
La collezione del museo della seta è un viaggio immersivo nella storia della seta comasca partendo dalle famiglie che ne hanno fatto la storia, ci sono macchinari a cavallo tra XIV e XX secolo, foto, tessuti e mostre temporanee che animano questo posto.
Si trova fuori dal centro storico e per questo un pochino ignorato, soprattutto dai turisti mordi e fuggi che frequentano spesso la città, ma in questo museo vengono organizzate visite guidate che permettono di conoscere sempre meglio il territorio e le produzioni locali che hanno reso il lago di Como un precursore e hanno dato il ruolo di prestigio che merita anche nella manifattura.
Il museo ha anche una biblioteca e una collezione consultabile su prenotazione e uno shop dove trovare pezzi unici ottenuti da scampoli di seta.

La città di Como non è solo il lungo lago è un posto da scoprire un passo dopo l’altro sia in centro storico che fuori per conoscerla al meglio e innamorarsi ad ogni angolo.
Se ti venissero in mente altre chicche di Como da suggerirmi non esitare a commentare, se invece sei capitato su questo articolo per caso puoi dare uno sguardo qui per sapere qualcosa in più su di me e scrivermi se vuoi organizzare una bella gita a Como.
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